I ghiacciai si sciolgono troppo rapidamente: l’allarme degli Stati Uniti

By johnny.saviotto | 09/03/2016 | Ambiente

L’ultimo rapporto stilato dagli scienziati rileva gli effetti del riscaldamento climatico sulla regione del Polo Nord.

Innumerevoli studi dimostrano che i cambiamenti climatici nell’Artico sono più evidenti che in tutto il resto del pianeta. Eppure ricerche, dossier e i monitoraggi sullo scioglimento dei ghiacci non riescono a persuadere i grandi della Terra a un impegno urgente e sistematico per fare marcia indietro. A scattare l’ultima fotografia sullo stato del Circolo Polare Artico ci ha pensato il rapporto annuale; un dossier del programma climatico del dipartimento Usa del Commercio. Si tratta dell’ultimo aggiornamento dello status quo che ci rivela come, nonostante nell’estate appena trascorsa l’Artico abbia fatto registrare un po’ più di ghiaccio rispetto al 2008 (e al 2007), gli scienziati hanno individuato, da 5 anni a questa parte, dei cambiamenti drastici nella regione, con un tasso di «sconvolgimento ambientale più rapido del previsto».

L’ottimismo dilaga, ma…

Un coro di ecoscettici e “ottimisti” si è sollevato alla pubblicazione di questo studio, salutando con favore il rallentamento del ritmo con cui si stanno sciogliendo i ghiacci, ma secondo il professore ordinario di Climatologia all’Università di Firenze, «si tratta di un fenomeno legato semplicemente alle variazioni periodiche della temperatura dell’Oceano Pacifico». Ovvero le oscillazioni delle temperature medie delle correnti (il Niño e la Niña in gergo tecnico) che hanno rilevanti conseguenze sul clima di tutto il pianeta. A influire sullo scioglimento dei ghiacciai, secondo lo studio, è anche l’influsso di venti provenienti dal Sud. Un capitolo a parte poi è dedicato alla Groenlandia, dove ogni anno diminuisce lo strato di ghiaccio permanente.

Gli effetti della perdita di quest’ultimo si riscontrano su animali, vegetazione e specie ittiche (l’acqua marina è sempre più calda e meno salata). Per combattere il senso d’impotenza che rischia di renderci inermi di fronte all’immagine dell’orso bianco che nuota disperatamente inseguendo un pezzo di calotta polare, Maracchi consiglia di non perdere di vista il nesso che intercorre tra la riduzione delle emissioni e il riscaldamento climatico. Fare la raccolta differenziata o installare un pannello solare sopra i nostri tetti, quindi, rientra nelle piccole azioni individuali che contribuiscono a risolvere problemi globali.

Bisogna agire in fretta prima che sia troppo tardi

Un esempio di come gli effetti climatici riguardino tutti gli abitanti del globo è fornito anche dal legame che esiste tra l’aumento della temperatura degli oceani e i nubifragi, come quello che ha colpito, e segnato, la città di Messina. «Quando il mare è più caldo la massa d’aria che passa sulla sua superficie raccoglie una quantità maggiore d’energia – spiegano gli scienziati -. In tal modo l’aria sale più velocemente creando una nube che poi scarica una quantità d’acqua maggiore. Ma non è certo il caso di gettare la spugna: il fenomeno del riscaldamento climatico e dello scioglimento dei ghiacci è reversibile. Bisogna, però agire in fretta».

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